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WordPress: falla nel processo di aggiornamento del core, sfruttata e nel catalogo CISA (CVE-2026-119977)

Il 28 ottobre 2026 WordPress ha rilasciato la versione 7.1.4, che corregge tra l'altro una race condition nel processo di aggiornamento del core: durante l'estrazione dei file vengono usati percorsi di appoggio prevedibili e raggiungibili dal web, con cui un attaccante non autenticato può arrivare all'esecuzione di codice. Il 3 novembre la falla (CVE-2026-119977) è stata inserita da CISA nel catalogo delle vulnerabilità sfruttate attivamente.

AltaSfruttata attivamente (catalogo CISA KEV) – Patch disponibileSiti e applicazioni web
Cosa può fare
Un attaccante da internet, senza login, controlla in continuazione i percorsi temporanei usati da WordPress mentre si aggiorna e può approfittare di quei pochi istanti per far eseguire codice al sito. L'attacco è complesso da portare a termine, ma gli strumenti automatici lo ripetono su larga scala.
Cosa mette in pericolo
Il sito web aziendale e l'e-commerce: dati di clienti e ordini, credenziali, reputazione; un sito compromesso può essere usato per diffondere malware o truffe.
Chi è colpito
WordPress core: versioni precedenti alla 7.1.4. Le correzioni sono state retroportate anche ai rami più vecchi (secondo SecurityWeek fino al 4.7): verificare di avere l'ultima release del proprio ramo.

Cosa fare

  • Aggiornare WordPress alla 7.1.4 (o all'ultima release del proprio ramo se si usa una versione più vecchia) da Bacheca > Aggiornamenti.
  • Verificare che gli aggiornamenti automatici di sicurezza siano attivi, oppure chiedere al fornitore del sito di eseguirli.
  • Controllare la presenza di utenti amministratori sconosciuti, file modificati o nuovi file PHP, e in caso di dubbio cambiare le password di amministrazione.
  • Chiedere al fornitore del sito o dell'hosting di verificare nei log richieste anomale verso i percorsi temporanei di installazione (es. setup-config.php).
Aggiornamento del 7 novembre 2026: alla falla è stato assegnato il CVE-2026-119977 (CVSS 3.1: 8.1) e CISA l'ha aggiunta al catalogo KEV il 3 novembre, a conferma dello sfruttamento attivo. Nulla a che vedere con la falla del luglio 2026 (CVE-2026-63030), già trattata in questo elenco.

Fonti