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React Server Components (React2Shell): esecuzione di codice da remoto su siti e app web

Una vulnerabilità nel modo in cui React Server Components interpreta le richieste permette a chiunque, senza credenziali, di eseguire codice sul server che ospita l'applicazione. Il React Team l'ha divulgata il 3 dicembre 2025 e la CISA l'ha inserita nel catalogo delle vulnerabilità sfruttate il 5 dicembre 2025.

CriticaSfruttata attivamente (CISA KEV) – Patch disponibileSiti e applicazioni webServerCloud e SaaS
Cosa può fare
Un attaccante invia una richiesta web costruita ad arte al sito o al portale e ottiene di eseguire comandi sul server, come se fosse un amministratore dell'applicazione. Non serve alcun login e l'applicazione può essere vulnerabile anche se gli sviluppatori non hanno usato direttamente le funzioni coinvolte.
Cosa mette in pericolo
Siti aziendali, e-commerce, portali clienti e gestionali web sviluppati con Next.js o React moderno; dati di clienti e ordini, credenziali e chiavi di accesso a database e servizi cloud salvate sul server.
Chi è colpito
Pacchetti react-server-dom-webpack, react-server-dom-parcel e react-server-dom-turbopack versioni 19.0, 19.1.0, 19.1.1 e 19.2.0; framework che li includono, in particolare Next.js (App Router), React Router (API RSC), Waku, @parcel/rsc, @vitejs/plugin-rsc, rwsdk

Cosa fare

  • Chiedere al proprio sviluppatore o fornitore web se il sito usa Next.js o React Server Components
  • Aggiornare i pacchetti React RSC alle versioni corrette 19.0.1, 19.1.2 o 19.2.1 (o successive)
  • Aggiornare Next.js alla release corretta per il proprio ramo, secondo l'advisory ufficiale di Next.js
  • Non affidarsi solo alle protezioni temporanee del provider di hosting: l'aggiornamento resta necessario
  • Dopo l'aggiornamento, cambiare le chiavi e i segreti (API, database) presenti sul server se c'è il sospetto che sia stato esposto

Fonti