Come lavoriamo

Il report di vulnerability assessment

Cosa ricevete, come lo costruiamo e perché ha valore anche per la NIS2: con un fac-simile completo.

Prima di affidarci un vulnerability assessment è giusto sapere cosa riceverete e come lavoriamo. In questa pagina trovate il nostro metodo e un fac-simile del report che consegniamo ai clienti, con dati inventati di un'azienda di esempio.

Come lavoriamo, in sei passi

  1. Autorizzazione

    Firmiamo con voi un'autorizzazione scritta: perimetro (indirizzi, domini, sistemi), finestre orarie, referenti. Senza, non si parte.

  2. Scansione

    Analisi dall'esterno, come un attaccante, e dall'interno della rete, con scansioni autenticate dove possibile.

  3. Verifica

    Ogni risultato viene controllato da un tecnico, anche con il supporto dell'AI: eliminiamo i falsi positivi e valutiamo l'impatto reale.

  4. Report

    Sintesi per la direzione e dettaglio tecnico: ogni vulnerabilità con CVE, punteggio CVSS, impatto e rimedio.

  5. Correzione

    Correggete voi o lo facciamo noi con i servizi gestiti, nell'ordine di priorità indicato.

  6. Verifica finale

    Una seconda scansione attesta quali vulnerabilità sono state risolte: è il documento che fa da prova.

Il metodo dichiarato

Infrastruttura

NIST SP 800-115

Guida tecnica del NIST per test e valutazioni di sicurezza delle informazioni.

Siti e applicazioni

OWASP

Web Security Testing Guide e Top 10 per le applicazioni web.

Penetration test

PTES

Penetration Testing Execution Standard per le attività di test di penetrazione.

Punteggi

CVE e CVSS

Identificativi pubblici delle vulnerabilità e punteggio di gravità standard.

Come scegliamo gli strumenti

Gli strumenti cambiano, i criteri no. Usiamo solo piattaforme che rispettano questi requisiti:

Dati in Europa

Risultati delle scansioni ospitati in UE, con accordo di trattamento dei dati conforme al GDPR.

Scansioni autenticate

Accesso ai sistemi con credenziali dedicate e limitate: risultati molto più precisi di una scansione "dall'esterno" soltanto.

Verifica umana

Nessun risultato va nel report senza il controllo di un tecnico: niente elenchi automatici pieni di falsi positivi.

Nessun vincolo

I report e i dati sono vostri: se un giorno cambiate fornitore, li portate con voi.

Fac-simile

Il report che ricevete

Un esempio con dati fittizi: azienda inventata, indirizzi IP riservati alla documentazione (192.0.2.x). Le vulnerabilità citate sono reali e documentate nel nostro Threat Alert.

Rapporto di
vulnerability assessment

Cliente: Azienda Esempio Srl — Porto San Giorgio (FM)

Codice
VA-2026-014
Periodo
6–8 ottobre 2026
Verifica finale
20 ottobre 2026
Autorizzazione
Firmata il 1 ottobre 2026

1. Sintesi per la direzione

L'infrastruttura presentava due vulnerabilità critiche sfruttabili da un attaccante esterno o da un account compromesso: una sul firewall perimetrale e una sul server di backup. Entrambe sono state corrette e verificate il 20 ottobre. Restano due problemi di gravità media e bassa sul sito e sul portale, da risolvere entro 30 giorni.

2Critiche (risolte)
1Alta (risolta)
1Media (aperta)
1Bassa (aperta)
Medio-bassoRischio residuo

2. Perimetro e metodo

Perimetro autorizzato: rete 192.0.2.0/24 (sede), firewall perimetrale, 2 server, 38 postazioni, dominio azienda-esempio.it e portale clienti. Esclusi: sistemi di produzione industriale (OT). Metodo: NIST SP 800-115 e OWASP WSTG; scansione esterna e interna autenticata; verifica manuale dei risultati. Strumenti: indicati per nome e versione nel report originale.

3. Vulnerabilità rilevate

IDGravitàCVSSCVESistemaDescrizione e impattoRimedioStato
VA-01Critica9.8CVE-2024-55591Firewall perimetrale (192.0.2.1)Bypass dell'autenticazione dell'interfaccia di gestione del firewall, raggiungibile da internet: un attaccante può diventarne amministratore.Aggiornare FortiOS alla 7.0.17 o successiva; rendere l'interfaccia di gestione raggiungibile solo dalla rete interna o via VPN.Risolta
VA-02Critica9.9CVE-2025-23120Server di backup (192.0.2.20)Esecuzione di codice sul server di backup da parte di un qualsiasi utente del dominio: rischio di cancellazione dei backup.Aggiornare Veeam Backup & Replication alla 12.3.1; separare il server di backup dal dominio di produzione.Risolta
VA-03Alta8.8CVE-2025-808814 postazioni di lavoroWinRAR 7.12 o precedente: un archivio ricevuto via email può installare malware all'apertura.Aggiornare WinRAR alla 7.13 su tutte le postazioni; inserire WinRAR nel patch management.Risolta
VA-04Media5.3—Portale clienti (portale.azienda-esempio.it)Protocollo TLS 1.0 ancora accettato dal server web.Disattivare TLS 1.0 e 1.1; mantenere solo TLS 1.2 e 1.3.Aperta
VA-05Bassa3.1—Sito web (www.azienda-esempio.it)Intestazioni di sicurezza HTTP mancanti (Content-Security-Policy, HSTS).Aggiungere le intestazioni nella configurazione del server web.Aperta

4. Piano di rientro

  • Entro 72 ore — vulnerabilità critiche (completato).
  • Entro 15 giorni — vulnerabilità alte (completato).
  • Entro 30 giorni — vulnerabilità medie e basse.
  • Prossimo assessment — gennaio 2027 (cadenza trimestrale).
Redatto da Giorgio Monticelli
CEO e consulente di sicurezza informatica
Cybernix — VAY Srl
Il presente rapporto descrive lo stato dei sistemi nel perimetro autorizzato alle date indicate.
Non costituisce certificazione.

L'autorizzazione alla scansione

È il primo documento che firmiamo insieme. Contiene:

  • Parti e referenti — chi autorizza (con i poteri per farlo) e chi contattare durante le attività, da entrambe le parti.
  • Perimetro — indirizzi IP, domini, sistemi e applicazioni inclusi, e cosa è escluso.
  • Tipo di attività — scansione esterna, interna, autenticata, test di penetrazione, simulazione di phishing.
  • Finestre orarie — quando si può operare e come fermare tutto in caso di problemi.
  • Riservatezza — come trattiamo i risultati e i dati, secondo il GDPR.
FAQ

Report e assessment: domande frequenti

Il report è una certificazione?

No, e diffidate di chi lo chiama così: in Italia non esiste una certificazione del vulnerability assessment. Il report documenta in modo verificabile lo stato dei sistemi a una certa data, con un metodo dichiarato, ed è firmato dal tecnico che ha eseguito l'attività.

Serve per la NIS2?

Sì. La NIS2 chiede di gestire le vulnerabilità in modo continuativo e di poterlo dimostrare: report periodici e verifiche dopo le correzioni sono l'evidenza documentale più diretta, utile anche verso i clienti che vi chiedono garanzie di sicurezza come fornitori.

Perché serve un'autorizzazione scritta?

Perché scansionare sistemi altrui senza consenso può configurare un accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter del codice penale). L'autorizzazione definisce perimetro, orari e referenti e tutela entrambe le parti.

Le scansioni rallentano i sistemi?

Sono progettate per non interferire con l'operatività; le attività più invasive, come i test di penetrazione, si svolgono in finestre orarie concordate, spesso fuori dall'orario di lavoro.