NIST SP 800-115
Guida tecnica del NIST per test e valutazioni di sicurezza delle informazioni.
Cosa ricevete, come lo costruiamo e perché ha valore anche per la NIS2: con un fac-simile completo.
Firmiamo con voi un'autorizzazione scritta: perimetro (indirizzi, domini, sistemi), finestre orarie, referenti. Senza, non si parte.
Analisi dall'esterno, come un attaccante, e dall'interno della rete, con scansioni autenticate dove possibile.
Ogni risultato viene controllato da un tecnico, anche con il supporto dell'AI: eliminiamo i falsi positivi e valutiamo l'impatto reale.
Sintesi per la direzione e dettaglio tecnico: ogni vulnerabilità con CVE, punteggio CVSS, impatto e rimedio.
Correggete voi o lo facciamo noi con i servizi gestiti, nell'ordine di priorità indicato.
Una seconda scansione attesta quali vulnerabilità sono state risolte: è il documento che fa da prova.
Guida tecnica del NIST per test e valutazioni di sicurezza delle informazioni.
Web Security Testing Guide e Top 10 per le applicazioni web.
Penetration Testing Execution Standard per le attività di test di penetrazione.
Identificativi pubblici delle vulnerabilità e punteggio di gravità standard.
Gli strumenti cambiano, i criteri no. Usiamo solo piattaforme che rispettano questi requisiti:
Risultati delle scansioni ospitati in UE, con accordo di trattamento dei dati conforme al GDPR.
Accesso ai sistemi con credenziali dedicate e limitate: risultati molto più precisi di una scansione "dall'esterno" soltanto.
Nessun risultato va nel report senza il controllo di un tecnico: niente elenchi automatici pieni di falsi positivi.
I report e i dati sono vostri: se un giorno cambiate fornitore, li portate con voi.
Un esempio con dati fittizi: azienda inventata, indirizzi IP riservati alla documentazione (192.0.2.x). Le vulnerabilità citate sono reali e documentate nel nostro Threat Alert.
Cliente: Azienda Esempio Srl — Porto San Giorgio (FM)
L'infrastruttura presentava due vulnerabilità critiche sfruttabili da un attaccante esterno o da un account compromesso: una sul firewall perimetrale e una sul server di backup. Entrambe sono state corrette e verificate il 20 ottobre. Restano due problemi di gravità media e bassa sul sito e sul portale, da risolvere entro 30 giorni.
Perimetro autorizzato: rete 192.0.2.0/24 (sede), firewall perimetrale, 2 server, 38 postazioni, dominio azienda-esempio.it e portale clienti. Esclusi: sistemi di produzione industriale (OT). Metodo: NIST SP 800-115 e OWASP WSTG; scansione esterna e interna autenticata; verifica manuale dei risultati. Strumenti: indicati per nome e versione nel report originale.
| ID | Gravità | CVSS | CVE | Sistema | Descrizione e impatto | Rimedio | Stato |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| VA-01 | Critica | 9.8 | CVE-2024-55591 | Firewall perimetrale (192.0.2.1) | Bypass dell'autenticazione dell'interfaccia di gestione del firewall, raggiungibile da internet: un attaccante può diventarne amministratore. | Aggiornare FortiOS alla 7.0.17 o successiva; rendere l'interfaccia di gestione raggiungibile solo dalla rete interna o via VPN. | Risolta |
| VA-02 | Critica | 9.9 | CVE-2025-23120 | Server di backup (192.0.2.20) | Esecuzione di codice sul server di backup da parte di un qualsiasi utente del dominio: rischio di cancellazione dei backup. | Aggiornare Veeam Backup & Replication alla 12.3.1; separare il server di backup dal dominio di produzione. | Risolta |
| VA-03 | Alta | 8.8 | CVE-2025-8088 | 14 postazioni di lavoro | WinRAR 7.12 o precedente: un archivio ricevuto via email può installare malware all'apertura. | Aggiornare WinRAR alla 7.13 su tutte le postazioni; inserire WinRAR nel patch management. | Risolta |
| VA-04 | Media | 5.3 | — | Portale clienti (portale.azienda-esempio.it) | Protocollo TLS 1.0 ancora accettato dal server web. | Disattivare TLS 1.0 e 1.1; mantenere solo TLS 1.2 e 1.3. | Aperta |
| VA-05 | Bassa | 3.1 | — | Sito web (www.azienda-esempio.it) | Intestazioni di sicurezza HTTP mancanti (Content-Security-Policy, HSTS). | Aggiungere le intestazioni nella configurazione del server web. | Aperta |
È il primo documento che firmiamo insieme. Contiene:
No, e diffidate di chi lo chiama così: in Italia non esiste una certificazione del vulnerability assessment. Il report documenta in modo verificabile lo stato dei sistemi a una certa data, con un metodo dichiarato, ed è firmato dal tecnico che ha eseguito l'attività.
Sì. La NIS2 chiede di gestire le vulnerabilità in modo continuativo e di poterlo dimostrare: report periodici e verifiche dopo le correzioni sono l'evidenza documentale più diretta, utile anche verso i clienti che vi chiedono garanzie di sicurezza come fornitori.
Perché scansionare sistemi altrui senza consenso può configurare un accesso abusivo a sistema informatico (art. 615-ter del codice penale). L'autorizzazione definisce perimetro, orari e referenti e tutela entrambe le parti.
Sono progettate per non interferire con l'operatività; le attività più invasive, come i test di penetrazione, si svolgono in finestre orarie concordate, spesso fuori dall'orario di lavoro.